Massoneria Scozzese

FAQ

Nella pubblica opinione si sono, in genere, formate idee preconcette sulla Massoneria.

La stampa, non sempre informata e a volte incline ai sensazionalismi, e il cattivo comportamento di alcuni massoni – o sedicenti tali – inducono il “profano” a ritenere che esista una sorta di fratellanza potente e segreta, che attraverso strutture fortemente piramidali manovri l’economia ed i “poteri forti” tentando di governare il Mondo.

Questo atteggiamento è particolarmente diffuso in Italia, dove la Massoneria è avvolta in un alone di sospetto e paura, mentre in altre Nazioni l’appartenenza all’Istituzione Massonica è motivo di vanto e rispetto.
Le principali domande che in genere il “profano” si pone di fronte alla Massoneria sono:

Perché la Massoneria suscita paura nell’immaginario collettivo?

La paura nasce dalla credenza che la Massoneria richieda obbedienza assoluta da tutti gli adepti, pena le punizioni più turpi e gravi.Così nell’immaginario popolare si pensa che in tutte le Nazioni questa consorteria, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, costituisca una grande ed efficiente oligarchia che in modo occulto, operi, con le sue eminenze grigie, all’interno delle classi di potere indirizzando le singole decisioni governative verso disegni misteriosi, decisi in “luoghi indefiniti e per scopi non sempre legittimi”. L’idea che si ha conduce, a volte, l’esistenza di un potente gruppo che funga da “Grande Burattinaio del panorama internazionale”.

In realtà, nella prima metà del 1700 l’ingresso massiccio di intellettuali e filosofi pervase le Logge massoniche di tutti gli ideali che l’Illuminismo andava diffondendo nel mondo. L’impostazione dottrinale e filosofica della Istituzione Massonica si ispirò a tutti i più importanti movimenti per la libertà e la dignità dell’uomo.

Le Rivoluzioni Americana e Francese – ispirate al trinomio Libertà, Eguaglianza, Fratellanza – ne furono un parallelo. Ma in molte Società che stavano nascendo troviamo assai evidente la mano massonica.

La Croce Rossa, fu fondata dal massone Henry Dunant; lo Scoutismo internazionale, fondato da Robert Baden-Powell, era ispirato da Rudyard Kipling e dal pedagogista Ovide Decroly, entrambi massoni.

La Società delle Nazioni (e successivamente l’Organizzazione delle Nazioni Unite ONU) e l’UNICEF sono ispirate a principi massonici, come testimoniano le corone di acacia nei loro simboli, chiaro riferimento ad origini latomistiche.

Anche i Club di servizio hanno chiara ispirazione massonica, pur essendo volutamente una immagine esclusivamente profana e distaccata della Massoneria.

Il Rotary nasce a Chicago nel 1905 e tra i fondatoritroviamo Harry L.Huggles (Loggia Exemplar N.966), Robert C. Flechter (Loggia Lagrange N.770) e Charles A. Newton (Loggia Golden Rule N. 726). Non era invece massone il fondatore ed ispiratore del Rotary, Paul H. Harris.

Massone era P. Melvin (Loggia Garden City N. 141, Chicago), fondatore dei Lions, ed inizialmente la lettera “L”, che compare nel logo del Club, era racchiusa tra squadra e compasso.

Si è soliti dire che la Massoneria è la più tipica espressione dell’illuminismo. In realtà un massone, in quanto tale, privilegia l’uso della ragione, è poco incline ai dogmi ed alleverità rivelate – che comunque è libero di accettare per le proprie personali convinzioni religiose – accetta il pensiero altrui con il massimo rispetto e con la massima considerazione, ma non ne diviene mai succube, e crede essenzialmente in se stesso, quale libero pensatore.

Accetta che altri abbiano dottrine religiose diverse, filosofie di vita diverse, credenze politiche diverse, perché crede nel cammino individuale, spesso talmente individuale da essere incomunicabile.

Crede nell’universalità della fratellanza, rispetta le minoranze, combatte il sopruso, non è razzista, accetta la completa parità tra i sessi, rispetta le altre religioni, le altre culture, le altre idee politiche.

È pronto ad ascoltare e a fare suoi i metodi dell’altro nel suo cammino verso una conoscenza che a suo avviso non ha mai termine!

Quanto è antica la Massoneria? I suoi principi (Landmarks) sono intoccabili?

La Massoneria “operativa” sorge come una corporazione di liberi muratori (che possiamo far risalire ai Collegia fabrorum dei Romani) con lo scopo di tutelare i privilegi dei suoi associati, dovuti alla conoscenza delle tecniche costruttive, i cui segreti erano custoditi gelosamente, per trasmissione orale da maestro costruttore a maestro costruttore (se ne ha un esempio nei famosi Maestri Comancini, operanti fin dai tempi di Rotari). Eravamo in epoche in cui non esistevano trattati di tecnica delle costruzioni con la sola eccezione dell’opera di Villard di Honnecurt risalente al secolo XIII, incomprensibile ai non iniziati all’arte muratoria.

Agli inizi del 1600 c’è una forte diminuzione delle commesse di cattedrali, ma inizia pure l’insegnamento dell’arte nelle Università con la conseguente discussione anche teoretica ed il graduale ampliamento delle attività delle officine muratorie anche negli ambienti culturali.

Così, a partire dalla metà del secolo, si cominciano ad accettare, nelle corporazioni operative dei muratori e dei tagliapietre, anche persone estranee alla professione e anche donne. Di qui la concezione del Libero Muratore che da “operativo” diviene “speculativo” e del “massone accettato”. Gradualmente le corporazioni si trasformano in centri, Gilde di mestiere, dove alle regole dell’arte si uniscono i principi filosofici di fratellanza, eguaglianza, libertà e amicizia tra i popoli e la fede in un principio primo creatore, riconosciuto come Grande Architetto dell’Universo.

Nascono così ifree-mason inglesi ovvero i franc-maçon francesi (da cui l’italiano “frammassoni o liberi muratori).

In realtà la Massoneria, come oggi la intendiamo, trae le sue origini ben al di là delle corporazioni muratorie medievali, dalle quali ha tratto soltanto l’apparato simbolico esteriore.

Si potrebbe affermare che la Massoneria è antica quanto l’uomo. Se ne trova l’idea e quindi i prodromi nella sua parte spirituale fin dal tempo della costruzione delle piramidi e del Tempio di Salomone con il suo mitico architetto Hiram. Successivamente, in termini di eredità d’idee ed atteggiamenti, traspare nelle attività di antiche comunità come quelle dei Pitagorici, degli Esseni, degli Gnostici, dei Fedeli d’Amore ecc., per continuare in tutte le dette consorterie muratorie che attesero alla costruzione delle cattedrali gotiche della nostra Europa ed ancora con società similari come i costruttori inglesi che obbedivano agli statuti di Norwick nel 1300. (Tra gli antichi documenti troviamo il “Poema Regius” del 1390 – cfr. Documenti -)

Ancora nascono legami profondi con il pensiero esoterico e con strutture colte e leggendarie come quelle dei Cavalieri Templari, degli Alchimisti, dei Rosa+Croce, con i circoli Ermetici e Neoplatonici, e così via.

Convenzionalmente la Massoneria “moderna” si intende nata ufficialmente il 24 Giugno 1717, festa di San Giovanni Battista, che ne è il protettore. Quel giorno i responsabili di quattro Logge londinesi operative (la loggia, dall’inglese lodge che significa “locale”, è l’unità primaria della struttura massonica) – che avevano il nome delle Locande ove si riunivano e precisamente : “All’oca e alla graticola” , “Alla Corona”, “Al Melo”, “Al Ramo e al grappolo” – si riunirono assieme per darsi regolamenti comuni.

La riunione avvenne nella Locanda “All’oca e alla graticola”  e venne  fondata la prima consorteria di logge che venne detta appunto la Gran Loggiadi Londra sotto la guida del primo Gran Maestro Anthony Sawyer.

Tale fatto, anche per il particolare momento storico e culturale in cui avvenne, assunse una rilevanza ben al di là dell’effettivo valore oggettivo dell’episodio, venendo esaltato ed enfatizzato fino a considerare la Gran Loggia di Londra come la “Gran Loggia Madre del Mondo” e le regole da essa dettata come inderogabili punti di riferimento.

Il compito di rivisitare l’intero passato della Massoneria e di rivendicarne i nobili ideali, venne dato dal quarto Gran Maestro della Gran Loggia di Londra, il duca di Montagu, ai massoni George Payne, John Theophilus Desarguiles (1638-1744) e al pastore presbiteriano James Anderson (1684-1739) che nel 1723 pubblicò Constitutions of the Free-masons (Le Costituzioni dei liberi muratori) – cfr. “Documenti” -aggiornato nel successivo New Book of Constitution del 1738.

Si leggeva esplicitamente :

Ogni Gran Loggia è rivestita del potere e dell’autorità dI fare nuovi regolamenti o di modificare questi stessi se ciò giova alla fraternità, alla condizione che gli antichi Landmarks siano sempre accuratamente conservati”.

In realtà vi è da dire che nel Libro delle Costituzioni di Anderson i cosiddetti Landmarks (o paletti o pietre miliari) non vennero mai enunciati. Probabilmente Anderson – che non fu certo un massone di elevatissimo livello e nemmeno di provata esperienza – usò una frase ad effetto che significasse la salvaguardia di una certa indefinita tradizione.

Nonostante il valore che viene ad esse attribuito, le Costituzioni diAnderson, per le imprecisioni, manchevolezze ed ingenuità e per gli inevitabili condizionamenti dell’epoca, non presentano il carattere di un testo da assumere come “fondamento immutabile” e quasi “sacro” della Massoneria Universale.

A proposito dei Landmarks vi furono varie e a volte discordanti interpretazioni successive, fra cui:

– Nel 1809/13 la Gran Loggia Unita d’Inghilterra approva dei Landmarks trasmessi oralmente e riguardanti i cerimoniali.

– Nel 1850 la Gran Loggia del Missouri enuncia 26 Landmarks che dichiara contenuti nelle Costituzioni di Anderson.

– Nel 1850 Rob Morris del Kentuky enuncia 17 Landmarks

– Nel 1856 Albert Mackey 33, Gran Segretario della Gran Loggia madre degli Stati Uniti enuncia 25 Landmarks

– Nel 1871 sono enunciati i 9 principi di Findel e i 22 dei fratelli Chalmers simili a quelli di Mackey.

Dunque, anche nelle successive interpretazioni, vi sono disaccordi ed incongruenze, spesso esasperando questioni marginali e “datate”, a volte anche in contrasto con i principi ispiratori fondamentali.

A nostro avviso la conclusione è che la Massoneria rimane tale solo se restano immutati le “pietre miliari” ossia i principi ed i valori fondamentali dell’Istituzione.

Quali sono gli scopi della Massoneria?

È assai difficile sintetizzare gli scopi della Massoneria. Ci si potrebbe limitare a citare quanto affermano in proposito i Rituali, le Costituzioni e gli Statuti:

Nei Rituali di Primo Grado si legge che i Massoni si riuniscono “per edificare templi alla Virtù, scavare oscure e profonde prigioni al vizio e lavorare al bene ed al progresso della Patria e dell’Umanità”.

Nelle “Grandi Costituzioni” promulgate nel 1786 da Federico il Grande si legge “Questa Istituzione universale, le cui origini risalgono alla culla della società umana, è pura nei suoi dogmi e nella sua dottrina: è saggia, prudente e morale nei suoi insegnamenti, nella pratica, nei propositi e nei mezzi: la raccomandano specialmente il fine filosofico e umanitario che si propone. Ha per oggetto l’Armonia, la Fortuna, il Progresso e il Benessere della Famiglia umana in generale e di ogni uomo in particolare. Con tali principi è suo dovere lavorare senza posa e con fermezza fino a raggiungere questo fine unico che si riconosce degno di essa”.

Negli Statuti Generali della Società dei Liberi Muratori, editi a Napoli nel 1821 si legge: “Quella unione di uomini saggi e virtuosi che, con allegorico significato, si appella ordinariamente ”Società dei Liberi Muratori” è stata in ogni tempo considerata come il santuario dei buoni costumi, l’asilo della innocenza, la scuola della virtù, il Tempio della filantropia. Essa ha per principio l’esistenza di un Dio, che adora e rispetta sotto il convenuto titolo di Grande Architetto dell’universo; ha per fine il perfezionamento del cuore umano e si propone, quale mezzo necessario per ottenere questo fine, l’esercizioe la pratica della virtù. Lo stesso nome di Società dei Liberi muratori, la quale è di sua natura eminentemente umanitaria, chiaramente indica che essa è incessantemente occupata ad erigere e fabbricare templi alla virtù e scavare prigioni al vizio”.

Nella “dichiarazione dei principi”, approvata dal Convento dei supremi Consigli del Rito di Losanna nel 1875, si legge: “La Massoneria proclama, come ha proclamato sin dalla sua origine, l’esistenza di un principio creatore sotto il nome di Grande Architetto dell’universo: Essa non impone alcun limite alla ricerca della verità, ed è per garantire a tutti questa libertà che esige da tutti tolleranza: La massoneria è dunque aperta a tutti gli uomini di tutte le nazionalità, di tutte le razze, di tutte le credenze. Essa interdice nelle sue Officine ogni discussione politica e religiosa; accoglie qualunque profano senza preoccuparsi di conoscere quali siano le sue opinioni politiche e religiose, purché sia libero e di buoni costumi.

La Massoneria ha per scopo di lottare contro l’ignoranza sotto tutte le forme; è scuola scambievole, il cui programma si riassume in questi punti: obbedire alle leggi del proprio paese, vivere secondo l’onore, praticare la giustizia, amare i propri simili, lavorare senza posa al bene dell’umanità e perseguire la sua emancipazione progressiva e pacifica.”

In conclusione la Massoneria è il legame che unisce uomini eletti di tutte le razze, di tendenze politiche e di credi religiosi diversi, sparsi su tutta la superficie della terra. Essa, attraverso il perfezionamento interiore dei singoli adepti, la pratica della virtù e la lotta al vizio, tende al perfezionamento, al bene ed al progresso dell’umanità.

Nelle varie epoche, e nelle diverse situazioni storiche, sociali e politiche, la Massoneria si è sempre schierata contro l’intolleranza, la superstizione, i preconcetti, i condizionamenti e le schiavitù delle ideologie, delle condizioni sociali, dei fanatismi religiosi. Ha sempre lottato per la libertà di pensiero, per la dignità dell’essere umano, per la fratellanza universale, per l’universalità della cultura, nel rispetto di tutte le opinioni, avendo come suo campo d’azione e come suo unico scopo l’Umanità nell’incessante ricerca del suo miglioramento materiale e spirituale.

E’ vero che la Massoneria è unica e potentissima?

La Massoneria non è affatto unica, come si crede.In Italia, come del resto nelle altre nazioni, esistono svariati gruppitotalmente sghembi l’uno dall’altro. Generalmente tali gruppi non si riconoscono mutuamente, tanto che spesso gli uni considerano irregolari gli altri e viceversa. Tra questi gruppi ne emergono diversi particolarmente ampi e numerosi, che in qualche modo sono gli eredi di quelle Massonerie di “Palazzo Giustiniani” e di “Piazza del Gesù” chiuse dal Fascismo nel 1925 e ricostituitesi in Italia, alla caduta della Dittatura, dopo la Liberazione alleata.

I raggruppamenti massonici nazionali si chiamano “Obbedienze”.Ogni Obbedienza costituisce una “Gran Loggia” o un “Grande Oriente”, che è l’insieme delle varie Logge, le piccole unità di questa famiglia.

La Gran Loggia è presieduta dal Gran Maestro, mentre le Logge sono presiedute dai Maestri Venerabili.

Ci sono Obbedienze esclusivamente maschili, Obbedienze esclusivamente femminili ed Obbedienze miste.

La Gran Loggia d’Inghilterra, ed altre Gran Logge sia europee che americane, attenendosi alla lettera delle Costituzione Andersoniane del 1723 – si veda la voce: “Quanto è antica la Massoneria? I suoi principi (Landmarks) sono intoccabili?” – non riconosce le Obbedienze miste.Peraltro, l’ormai anacronistica tradizione dell’esclusione femminile è legata all’epoca in cui furono redatte le Costituzioni, quando cioè la Massoneria, al pari degli altri clubs inglesi sorti in quegli anni, era rigorosamente riservati ai soli uomini.

Accanto all’Ordine Massonico, che si articola nei tre gradi di Apprendista, Compagno d’Arte e Maestro e che costituisce la “Massoneria Universale”, esistonoanche i Riti Massonici, i cosiddetti “Gradi superiori”. Fra i vari Riti, il più importante e diffuso nel mondo è il “Rito Scozzese Antico e Accettato” che si articola in 33 Gradi.Il R.S.A.A. è retto dal Supremo Consiglio del 33° ed ultimo grado ed è presieduto da un Sovrano Gran Commendatore.

Vi sono poi vari Ordini paramassonici come ad esempio l’Ordine Martinista, il “Diritto Umano” ecc.

E’ veramente una Società segreta?

Ormai è veramente difficile affermare una cosa del genere.
Iniziamo con il dire che la Massoneria è l’unica Associazione che, almeno in Italia,  richiede esplicitamente ai suoi associati un giuramento di fedeltà allo Stato. Il giuramento tra l’altro recita:

“ … Prometto e giuro di consacrare tutta la mia esistenza al bene e al progresso della mia Patria, al bene e al progresso dell’Umanità … Prometto e giuro di mantenermi sempre onesto, solerte e benemerito cittadino, ossequiente alle leggi dello Stato, amico, membro della mia Famiglia e massone, per abbattere il vizio e propugnare la virtù”.  

La Magistratura ha riconosciuto in tutte le inchieste il carattere non segreto delle associazioni massoniche e tutti gli elenchi sono a disposizione delle Autorità di pubblica sicurezza.

Moltissime Obbedienze, sia a livello locale che nazionale, hanno targhe ben visibili alle loro sedi, chiari numeri di telefono ed indirizzi, moltissime hanno anche un sito web in Internet, ove chiunque può accedere. Magari riservati sono gli elenchi dei Soci o altre notizie interne per accedere alle quali occorre essere iscritti ed avere una password.

Se da un lato la Massoneria è da considerare un’associazione la cui composizione è riservata, dal punto di vista esoterico il viaggio che ciascuno compie all’interno di se stesso è una esperienza mistica personale che difficilmente può essere descritta. Per il resto tutto potrebbe essere palesato. In altre Nazioni, ad esempio negli Stati Uniti, aderirvi è un grande onore, non dissimile dall’ essere iscritto ad un club di prestigio o ad un circolo culturale (e grandissima parte dei Presidenti degli USA sono stati, e sono, Massoni). In Italia l’abolizione del carattere riservato non è stato preso in esame per varie cause: nel passato i Massoni dovevano salvaguardare se stessi dalla vecchia ed ormai abbandonata scomunica del diritto canonico e dalle pesanti vessazioni del Fascismo; attualmente, ancora persiste una larvata forma di discriminazione nei confronti dei Massoni.

Certamente la Massoneria non ha nulla a che fare con le “associazioni segrete” di cui all’art. 18 della Costituzione Italiana: “Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono anche indirettamente scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”.

In proposito, nel 1947, il Partito Repubblicano aveva presentato il seguente emendamento, che era un evidente scudo protettivo della Massoneria; “Sono proibite quelle associazioni, che per tener celata la propria sede, non compiano alcun pubblico atto che accerti della loro esistenza. Per tener celati i principi che esse professano, devono considerarsi associazioni segrete e come tali incompatibili in un regime di libertà“. La proposta di revisione, appoggiata da vari parlamentari dei partiti minori, fu respinta per la superiorità numerica della D.C. e del P.C.I.

Il rifiuto dell’emendamento non fu tuttavia interpretato come un attacco contro la Massoneria. Il Presidente on. Tupini, a nome della commissione preposta, aveva precisato che non potevano considerarsi segrete quelle associazio­ni che non tenevano clandestina la sede ed i principi.

E’ interessante, al riguardo, la sentenza del 15 Novembre 1983 del Tribunale di Roma, Presidente Sammarco ed Estensore Paolini riguardante la denuncia di un alto Ufficiale dei Carabinieri ad un giornalista che ne aveva inserito il nome in una fantomatica Loggia coperta. A parte la condanna del giornalista leggiamo contestualmente:

“…Le organizzazioni massoniche hanno ordinamento statutario, che garantisce la libertà di associazione: art. 18 p.p.Cost., nel quale si configurano, di solito come enti corporativi non riconosciuti (cfr. relazione 7 Maggio 1981 in Foro It.1981,11,400) – dove il termine non riconosciute indica solo che non vi è deposito di capitale sociale come nelle fondazioni – . Lecite, in linea di principio sono state sempre considerate anche quelle particolari, e per certi versi anomale, logge massoniche dette riservate o coperte nelle quali tradizionalmente ebbero a confluire persone interessate a non far conoscere all’esterno la loro militanza nella Massoneria e desiderose di sottrarsi alla frequentazione dei fratelli appartenenti ad altre Logge: il semplice riserbo mantenuto sui nominativi degli affiliati, difatti, non è mai stato ritenuto elemento di per sé sufficiente a conferire a detti enti quel carattere di segretezza che sarebbe stato suscettibile di renderli illeciti e vietati ai sensi dell’art.18, Cpv., Cost.”.

Occorre aggiungere che recentemente, con una sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, l’Italia è stata condannata a risarcire un Magistrato che era stato censurato dal Consiglio Superiore della Magistratura perché appartenente alla Massoneria.

Va evidenziato che la sentenza della Grande Chambre, una sorta di Sezioni unite della Corte dei diritti dell’uomo, è particolarmente importante perché le pronunce della Corte di Strasburgo hanno efficacia erga omnes e quindi vincolanti. La Corte Costituzionale Italiana ha riconosciuto l’immediata operatività in Italia delle decisioni della Corte di Giustizia per garantire uniformità e certezza dei criteri applicativi del diritto comunitario (Corte Costituzionale, 19 aprile 1985, n. 113).

Perché la Massoneria in Italia è così temuta e vilipesa?

Alla fine del secolo scorso uno scrittore sensazionalista Leo Taxil, ex massone, pubblicò e vendette serie di libri nei quali assieme a notizie assolutamente vere introduceva notizie false atte a dare un aspetto deteriore della Massoneria, creando sensazione e quindi interesse. La tecnica era antica: Alessandro Magno la usava per spargere terrore e paura nelle terre che stava andando ad occupare. Ora è facile notare che, generalizzando indiscriminatamente casi particolari, insinuando ed enfatizzando, distorcendo un caso singolo, si ottiene una esplosione di “neo‑taxilismo”, tanto più potente in quanto i mass‑media fanno da colossale cassa di risonanza. Di fronte ad una mastodontica campagna stampa ed ad una mobilitazione dell’opinione pubblica, purtroppo la massa è portata adaccettare senza critica ogni rivelazione sensazionale, scambiando per oro colato ogni informazione anche leggendaria. Non sempre tuttavia chi sospetta una diversa verità sotto il cumulo di tante leggende ha modo di dirimere il dubbio.Quando la storia si fa cronaca occorre adottare, per capire, una legge fondamentale: “non dir nulla di falso, non tacere nulla di vero”. La verità si dovrebbe cercare solo attraverso documenti criticamente vagliati.

Nelle rivelazione, che Leo Taxil iniziò a fare nel 1885, fu coinvolto un dottore della chiesa S.Teresa di Lisieux e il Papa Leone XIII.Essi appoggiarono la “sacra denuncia” del Taxil promovendo crociate contro la Massoneria e addirittura la fondazione di vari gruppi antimassonici tra i quali i cosiddetti Cavalieri di Colombo, laici dedicati al solo scopo di combattere la Massoneria. Leo Taxil divenne famoso e ricco con la pubblicazione dei suoi volumi con i quali descriveva al popolo le malefatte dei Massoni, del Palladismo e della sua gran diaconessa Diana Vaughan, delle opere nefaste di Albert Pike e del suo successore Adriano Lemmi e del loro preteso satanismo.

Fu in una famosa conferenza stampa tenuta il 19 Aprile 1912, presso la sede della Società Geografica di Parigi, che lo scrittore Leo Taxil, alla presenza dei giornalisti dei diversi paesi, e soprattutto di religiosi anche delegati del Nunzio Apostolico e dell’Arcivescovo di Parigi, denunciò che il castello costruito nei suoi libri sulle nefandezze del popolo massonico erano frutto della sua fantasia.

Durante il dominio nazista si diffuse un clamoroso documento, poi riconosciuto falso, dal titolo: I protocolli dei Savi Anziani di Sion che presentava l’idea di una congiura ebraica per la dominazione del mondo. Pubblicato per la prima volta in Russia nel 1905, venne ristampato tradotto e distribuito in tutta l’Europa.La Massoneria era accusata di essere lo strumento con il quale gli ebrei avrebbero dominato il mondo: non meraviglia quindi la successiva persecuzione degli Ebrei e dei Massoni. L’idea era presa a prestito da un famoso trattato dell’AbateBarruel del 1797 nel quale si derivava la Rivoluzione Americana e quella francese da complotti massonici.

Dunque ecco alcuni misteri della vilipesa Massoneria, segreta e misteriosa. È chiaro che per le scomuniche della Chiesa dei primi anni, per la persecuzione dei governi assoluti contrari a concedere le libertà fondamentali, per le persecuzioni naziste e poi fasciste, per lo sparlare di politici e fondamentalisti religiosi nel dopoguerra, molti Fratelli non desiderano e continuano a non desiderare alcuna pubblicità sulla loro adesione all’Istituzione Massonica.

In anni più recenti la Massoneria è entrata nell’occhio del ciclone ed una pioggia di accuse si è scatenata contro di essa per via delle questioni connesse con la Loggia P2.  Tale Loggia voleva ricollegarsi alla Loggia “Propaganda” (se vogliamo P1), fondata nel 1887 e destinata a raccogliere personaggi che per l’importanza nazionale delle loro attività era bene non fossero mescolati con le comuni Logge (fra i suoi iscritti Francesco Crispi, Giousuè Carducci, Aurelio Saffi, Giovanni Bovio).

Negli anni 70, nell’ambito del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, sorse laLoggia “P2”, loggia “coperta”, senza connotazione territoriale e amministrata dal 1977, in modo non precisamente massonico, dal suo Maestro Venerabile Licio Gelli. Si dice che la Loggia si fosse dato il compito di iscrivere in modo “coperto”, cioè all’oscuro dei rimanenti iscritti, personaggi che per la loro posizione politica e sociale non sarebbero mai entrati nelle Logge ordinarie, ma principalmente si dice che tale Loggia fosse completamente sfuggita dal controllo del Gran Maestro, snaturando in tal modo ogni ideale massonico.

La P2 e i suoi innumerevoli iscritti (piduisti), a volte neppure coscienti né della loro iscrizione e nemmeno del senso dell’organizzazione Gelli, si trovarono invischiati in una struttura più legata ad interessi politici e a discutibili uomini d’affari che non agli ideali massonici, usati per loro come specchio per le allodole.

Sulla base delle varie accuse mosse alla P2, dal Golpe Borghese alla “Rosa dei venti”, dall’affare Sindona al Banco Ambrosiano, dal traffico di armi a sospetti legami con i Servizi Segreti, a connivenze con la Mafia ecc. ecc., nacque una grande inchiesta parlamentare che condusse alla promulgazione di una legge sulle associazioni segrete in attuazione dell’articolo 18 della Costituzione Italiana, a seguito della quale venne sciolta la Loggia P2.

Le deviazioni di questa pseudologgia, furono il pretesto per un attacco indiscriminato nei confronti dell’intera Massoneria.

La Commissione Parlamentare presieduta dall’On. Tina Anselmi, personaggio dichiaratosi più volte avversa alle idee massoniche, ha raccolto 106 volumi per circa 100.000 pagine con documenti e materiali senza un organico sistema di valutazione ed ordinamento. Così i lavori della Commissione hanno prodotto più confusione che chiarezza scatenando una indiscriminata campagna antimassonica, sostenuta da alcuni partiti e dai media e tale da provocare  l’intervento della Federazione Internazionale dei diritti dell’Uomo.

Una successiva grande indagine scattata a metà degli anni ’90, pur non dando luogo ad alcuna incriminazione delle strutture o dei vertici delle stesse, e quindi conclusasi nel nulla, ha tuttavia ulteriormente contribuito a gettare cattiva luce sulle strutture massoniche italiane.

Montature giornalistiche volte al sensazionalismo, ambizione e desiderio di protagonismo di alcuni elementi della magistratura, astioso rancore ideologico di alcuni ambienti fondamentalisti hanno così, anche in tempi recenti, continuato ad alimentare nella pubblica opinione una visione negativa dell’Istituzione.

Tanta intolleranza nei confronti della Massoneria non meraviglia più.

Oltre due secoli fa, a proposito dell’Associazione dei Liberi Muratori, il filosofo Johann Gottlieb Fichte, scriveva: “…vien perseguitata nella maggior parte degli stati, … colpita dal bando di due pontefici, dappertutto gravata delle accuse più contraddittorie; e sopra di essa si getta ogni sospetto che sia odioso alla gran massa e attiri l’odio di questa…”.

Perché è così misteriosa, con i suoi termini e i suoi gradi?

Un profano che senta parlare di Massoneria è frastornato dagli arcani termini e dalla complessa simbologia che essa utilizza. Questo linguaggio e questa simbologia si collegano principalmente agli attrezzi ed ai segreti del mestiere degli antichi Costruttori (squadra, compasso, livella, filo a piombo, pietra grezza, pietra levigata, scalpello, maglietto, grembiule, ecc) ma si riallacciano anche ad una tradizione iniziatica che risale agli antichi Egizi, a Salomone, ai Misteri eleusini, alla Scuola pitagorica, ai Templari, agli Alchimisti, ai Rosa+Croce ecc.

I Massoni, che oggi chiameremmo “operativi” erano dediti alla costruzione dei Templi.Su quel linguaggio, oggi “simbolico”, nasce un atteggiamento filosofico ed allora “si costruiscono templi alla virtù a si scavano oscure prigioni al vizio”.

I tre Gradi di iniziazione degli adepti: Apprendista – Compagno– Maestro, corrispondono alle tre categorie dell’arte muratoria (tuttora in uso: Apprendista o Operaio comune; Compagno d’arte o Operaio qualificato; Maestro o Operaio specializzato).

Tale scala si ritrova in molti altri settori, ad esempio: Assistente – Aiuto ‑ Primario nelle strutture ospedaliere; oppure Ricercatore – Associato – Ordinario nelle Università, e così via. Sono modelli piramidali antichi e per questo funzionano.

Ed allora, come i vecchi muratori dirozzavano realmente con i loro strumenti la pietra grezza per renderla levigata, oggi i nuovi muratori simbolici dirozzano la pietra grezza del loro carattere per toglierne le incrostazioni e trasformare se stessi. Così apprendono man mano i segreti del mestiere, cioè la conoscenza, ben consapevoli che la via del perfezionamento e della conoscenza è sempre in salita e non ha mai termine.

Per il significato di alcuni dei principali simboli muratori si rimanda alla voce “Studi e Argomenti”.

È vero che i Massoni sono scomunicati dalla Chiesa?

Fin dalla nascita della Massoneria speculativa la Chiesa Cattolica assunse una posizione di netto rifiuto alle idee illuministiche, idealistiche e democratiche considerate rivoluzionarie e pericolose, anche perché ritenute mezzo di propaganda del Protestantesimo.

Le idee massoniche, specialmente nel periodo risorgimentale e negli anni immediatamente successivi all’unità, con il problema dell’annessione di Roma al nuovo Stato Italiano e la conseguente caduta del potere temporale della Chiesa, non furono gradite affatto alla Curia Romana.Il momento di massimo scontro si ebbe, appunto, nel 1870 con la “Breccia di Porta Pia” e negli anni immediatamente seguenti (emblematica, al riguardo, l’inaugurazione del monumento a Giordano Bruno simbolo della libertà di pensiero e dell’oscurantismo clericale).

Riportiamo alcune date salienti (per più dettagliati riferimenti storici si veda la voce “Storia” – Approfondimenti):

1738, 28 Aprile.Con la bolla “In eminentiapostulatus” (cfr. “Documenti”) Clemente XIIcommina la scomunica alla Massoneria Universale con una motivazione non di carattere ereticale ma … per la poca trasparenza!

1751, 18 Maggio.Con la bolla “Providas” Benedetto XIV conferma la scomunica alla Massoneria Universale diffusasi oramai pure nelle Americhe.

1821/1902 Leone XIII scrive ben nove pronunciamenti contro la Massoneria ed in particolare l’enciclica “Humanum Genus” (cfr. “Documenti”) del 1884, considerato oggi un documento oscurantista,anche come reazione al sempre maggior anticlericalismo diffusosi in ambiente massonico.

1882 Si fonda l’Ordine dei Cavalieri di Colombo, inizialmente per combattere la Massoneria, oggi per condurre assieme ai Corpi massonici attività assistenziali e di promozione sociale.

1917, 27 Maggio.Benedetto XVinclude nel Codex Juris Canonici i canoni N.684 e N. 2335 codifica la scomunicacontro la Massoneria, ma nel frattempo inizia un dialogo tra i gesuiti Gruber e Bertelot con i vertici massonici.

1959/1965 Il Concilio Vaticano II indica, con Giovanni XXIII e con Paolo VI, un mutamento di rotta, pur senza rimuovere formalmente le disposizioni antimassoniche.

Dagli anni 60 in poi il disgelo è crescente, il dialogo inizia ad opera di vari studiosi cattolici tra cui padre Caprile e padre Rosario Esposito, i principali esperti delle possibili concordanze tra Chiesa Cattolica e Massoneria.

1966. La Conferenza Episcopale scandinavo-baltica autorizzava i massoni cattolici o convertiti al cattolicesimo ad operare nelle Logge.

1974, 17 Luglio. Il Cardinale Franjo Seper, predecessore dell’allora cardinale Ratzinger nella carica di presidente della Congregazione per la dottrina della fede, in una lettera al Cardinale John Joseph Krol, presidente della Conferenza Episcopale Nordamericana, prende posizione a favore dell’apertura verso la Massoneria.

1975/1976 Sono annullate dal Cardinale Franjo Seper, le decisioni di veto alla Massoneria dell’Arcivescovo di Marsiglia, della Conferenza Episcopale del Brasilee di quella dell’Inghilterra e Galles.

1983, 25 Gennaio. Nel nuovo clima generato dal Concilio Vaticano II, Giovanni Paolo II promulga il nuovo Codice di diritto Canonico, proposto venticinque anni prima da Giovanni XXIII, nel quale non appare più la parola Massoneria e dove il canone N.1374, recita:

“Chi da il nome ad una associazione che complotta contro la Chiesa sia punito con una giusta pena; chi poi tale associazione promuove o dirige sia punito con l’interdetto”

In realtà l’abolizione della scomunica non ha completamente eliminato le diffidenze e le ostilità che ancora persistono fortemente in alcuni ambienti ecclesiastici. Peraltro non è da sottacere la numerosa partecipazione, in ogni tempo, di prelati e di esponenti illuminati della Chiesa cattolica, al pari delle altre Chiese Cristiane, tra le file della Massoneria.

Questo, in realtà, è un falso problema, perché sono ben diversi e separati i piani in cui opera la Massoneria e la Religione. La Massoneria non si occupa di religione, addirittura vieta tassativamente, nelle sue riunioni, di “parlare di politica e di religione” ed ogni Massone ha piena libertà di professare la propria fede, come di avere le sue idee politiche.
Se quindi l’interferenza delle gerarchie ecclesiastiche nei confronti della Massoneria poteva anche comprendersi in tempi di potere temporale, ovvero in culture di fondamentalismo religioso, certamente non può avere più senso nel mondo occidentale moderno.

Va comunque osservato che gli scopi umanitari della Massoneria, la difesa dei diritti dell’uomo e della sua dignità, il progresso dell’umanità, l’aspirazione alla fratellanza universale, che essa persegue, sono pienamente concordanti con un atteggiamento cristiano (si veda in proposito il volume di Padre Rosario Esposito “Le grandi concordanze tra Chiesa Cattolica e massoneria”).

Che significa Massoneria regolare?

È necessario spendere qualche parola sul problema della “regolarità” (si veda anche sotto la voce “Altre Obbedienze”).

Non esiste una “Super Massoneria Internazionale” o un “Direttorio massonico” che governi le varie Massonerie del mondo, ma esistono associazioni e collegamenti tra i Grandi Orienti o Gran Logge di alcuni Stati che si scambiano un mutuo riconoscimento.

La Gran Loggia Unita d’Inghilterra, forte della sua pretesa priorità storica (peraltro discutibile), si è sempre proclamata Obbedienza madre con l’autorità di conferire il riconoscimento di regolarità alle altre Obbedienze. Questa posizione fu subito contestata dal Grande Oriente di Francia, paese in cui esistevano Logge fin dal 1661, e da altre Obbedienze europee.Si sono così create nel tempo, sia pure in modo non netto, due correnti: una cosiddetta ”dogmatica”, legata alla tradizione inglese, e l’altra cosiddetta ”liberale” ispirata alla tradizione francese.

Nell’ambito di quest’ultimo filone, nel 1961 venne creato il C.L.I.P.S.A.S., raggruppamento internazionale di Obbedienze liberali, con il compito di: ricercare in comune, tenendo conto di tutte le tradizioni, di tutti i riti, di tutti i simboli, di tutte le credenze e nel rispetto della libertà assoluta di coscienza, le condizioni che determinano la qualifica di massone.

La “regolarità” è pertanto relativa all’ambito del proprio raggruppamento. Sicché, ad esempio, il Grande Oriente di Francia, la più antica, numerosa e storicamente importante Obbedienza continentale sarebbe “irregolare” per la Gran Loggia d’Inghilterra.

Per quanto riguarda le Obbedienze massoniche italiane, non ci addentriamo nelle polemiche dei riconoscimenti accordati, non accordati, mancati, ritirati od altro.
Basta visitare uno dei numerosi siti web delle varie Obbedienze per rendersi conto di quanto spazio, spesso, venga impiegato per vantare requisiti di “regolarità” e, soprattutto, per stigmatizzare con stile spesso intollerante, saccente e sprezzante l’altrui presunta “irregolarità”.

E’ avvilente constatare quanto spesso si privilegi l’apparire sull’essere: la “regolarità” non è un fatto burocratico, non si certifica con il riconoscimento di una Gran Loggia autoproclamatasi depositaria della Verità. L’unica vera “regolarità” altro non è che la costante fedeltà ai principi morali, ideali, filosofici e spirituali della tradizione massonica.

Invero, i riconoscimenti e le polemiche con essi connesse possono essere considerate ombre che accompagnano la luce.A noi interessa maggiormente che il cammino della luce massonica segua i sentieri della autenticità fraterna cosi da condurre alla civiltà dell’ amore.

Cosa differenzia la nostra “Obbedienza” dalle altre?

Nella numerosa schiera di Obbedienze italiane piccole, medie e grandi, viene spontaneo chiedersi cosa differenzi l’una dall’altra.

Senza ovviamente prendere in considerazione quei gruppi sedicenti massonici, ma finalizzati a scopi ben più profani, tipo l’ambizione, lo sfruttamento economico dell’altrui buonafede o della “sensibilità” ad altisonanti titoli cavallereschi, o peggio la creazione di gruppi di potere, si potrebbe affermare che, almeno in teoria, tutte le Obbedienze veramente “massoniche” tendono agli stessi obiettivi (di cui si è fatto cenno in uno dei paragrafi precedenti) e quindi le differenze sono nello stile e nei metodi di interpretare tali esigenze.

In sostanza le varie Obbedienze possono distinguersi l’una dall’altra per la maggiore o minore propensione a privilegiare l’aspetto filantropico rispetto a quello etico-filosofico, o l’aspetto politico-sociale rispetto a quello culturale o spirituale. Vi sono poi le differenze, cui prima si è fatto cenno, tra un’interpretazione “dogmatica” ed una “liberale”; c’è infine chi considera la Massoneria un “club di servizio”, chi un “circolo accademico”, chi una “associazione cavalleresca”, chi una “scuola esoterica” ecc. ecc.

Non va infine dimenticato il fatto che le varie Obbedienze Massoniche sono costituiti da esseri umani, che si organizzano come ritengono opportuno; né c’è da meravigliarsi se, a volte, l’imperfezione umana prende il sopravvento oscurando con incrostazioni e contaminazioni la luce e la purezza degli ideali massonici originari.

Si rischia così di perdere di vista i veri obiettivi quando l’Obbedienza si riduce all’ambizione di altisonanti titoli, alla ricerca di riconoscimenti, a cerimoniali fini a se stessi, ad ampollose esibizioni, ovvero alla ricerca di inserimento nel potere economico e politico, alla ricerca dei grandi numeri per l’equazione: tanti iscritti = tanto potere.

È pertanto necessario tornare continuamente, senza esitazioni e compromessi, alle radici più profonde e più pure della Massoneria in generale e dello Scozzesismo in particolare.

Va aggiunto che l’ininterrotto filone del pensiero massonico – su cui si basa in sostanza l’attuale cultura occidentale – pur nella perenne validità e nella saldezza dei suoi motivi ispiratori e della sua tradizione simbolica e rituale, avverte, oggi come nel passato, l’esigenza di un confronto critico con le nuove emergenze e le nuove sconvolgenti realtà della società attuale e, più ancora, della società futura.

Pur nella convinzione che le profonde motivazioni dell’essere umano sono sempre le stesse nel mutare degli scenari, delle culture, delle civiltà, resta però il fatto che sconvolgimenti così profondi, come quelli attuali, non sono stati mai vissuti dalla civiltà umana. Di qui l’esigenza non già di “adeguare” la Massoneria ai nuovi tempi – quasi si trattasse di restaurare un vecchio edificio per renderlo idoneo ai nuovi usi e alle nuove esigenze che si presentano – ma di “pensare” alla “nuova Massoneria” come forza propulsiva delle nuove idee e delle nuove esigenze dell’Umanità del futuro.

Se ancora è lunga la strada da compiere per quei popoli che ancora si trovano sotto la schiavitù o della miseria o della mancanza di libertà o del fanatismo religioso, non bisogna dimenticare però che nel “libero” e “opulento” mondo occidentale si sta diffondendo un’altra più pericolosa schiavitù e cioè l’imperante torpore del consumismo, la “divinizzazione” del benessere a scapito di un impoverimento culturale e morale delle coscienze.

Scopo della Massoneria, oggi come nel passato, è dunque quello di “rimpadronirsi” del futuro, di non lasciarlo passivamente in mano a quelle forze (l’economia, il liberismo sfrenato, la globalizzazione esasperata, il consumismo) che certamente hanno come obiettivo non già il miglioramento dell’umanità e la crescita materiale e spirituale dei singoli esseri umani ma solo quello egoistico dell’interesse o di singoli individui o di gruppi di potere.

Così come avveniva nelle Logge massoniche del secolo dei Lumi, bisogna tornare a fare della Massoneria, il crogiolo delle nuove idee, il luogo privilegiato dove progettare la società del futuro, dove sognare la nuova società umana.

La costante aspirazione ed il quotidiano lavoro della nostra Obbedienza sono indirizzati su questa direzione.

Con riferimento alle più pure origini dello Scozzesismo, intendiamo contribuire alla costruzione della Massoneria del terzo millennio per soddisfare le esigenze di spiritualità, di progresso, di rispetto della dignità umana, di arricchimento culturale e spirituale dell’Umanità futura.

Adolfo Boggio

SOVRANO GRAN COMMENDATORE

L’Elett.˙.mo e Pot.˙.mo Fratello Adolfo Boggio 33° è stato iniziato il 3 luglio 1992 nella Gran Loggia d’Italia degli A.L.A.M. Obbedienza Piazza del Gesù di cui ha fatto parte fino al 2008.

Nel 2009 è rinato alla Massoneria Universale all’Obbedienza del Supremo Consiglio d’Italia e San Marino. Dal 2011 è Presidente del Grande Ispettorato Regionale della Regione Massonica “Piemonte”. Dal 2012 è Membro Effettivo del Supremo Consiglio. Nel 2012 è stato nominato Garante di Amicizia nei confronti della Serenissima Gran Loggia di Albania degli A.L.A.M.

Nel 2017 è stato nominato Consigliere Intimo del Sovrano Gran Commendatore e il 16 novembre 2019, con votazione unanime degli elettori all’assemblea straordinaria tenutasi allo zenith di Roma, è stato eletto Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio d’Italia e San Marino.

Di carattere cordiale, ma riservato, si è sempre adoperato per il buon esito di molte iniziative in ambito sociale e benefico. Imprenditore nell’ambito socio-assistenziale, si è sempre contraddistinto per le qualità umane e professionale, tanto da ottenere nel 1977 il titolo onorifico di Cavaliere della Repubblica Italiana e, nel 1997, il titolo di Commendatore.

L'Istituzione

Académia

E' la denominazione di rilevanza esterna del “Supremo Consiglio d’Italia e di San Marino”, Obbedienza massonica che fa parte della grande famiglia della Massoneria Universale di Rito Scozzese Antico ed Accettato ed estende la sua giurisdizione all’Italia ed alla Repubblica di S. Marino

Nell’ambito delle diverse Obbedienze operanti in Italia, il Supremo Consiglio d’Italia e San Marino, si distingue per la sua caratterizzazione “scozzese”, rigorosamente seguita nei principi ideali, nei canoni rituali, nella struttura interna.

Si distingue, inoltre, per la sua posizione nettamente distaccata da ogni suggestione di coinvolgimento nell’attività politica, economica, amministrativa, coinvolgimento che, per le sue inevitabili degenerazioni, in tempi lontani e recenti, ha comportato una distorta percezione della Massoneria da parte della pubblica opinione.

La convinzione di conservare e difendere la genuina essenza della Massoneria Scozzese, nel suo rigoroso percorso culturale e spirituale, rende gli aderenti di acadèmia, uomini veramente liberi, fieri di esprimere le loro opinioni con saggezza e discrezione, ma senza timore di fronte ai “poteri” di ogni tipo.

Il richiamo, nella denominazione di rilevanza esterna, all’Accademia di Platone, scuola di razionalità e di trascendenza che ha simbolicamente costituito la nascita della filosofia e, più in generale, del pensiero occidentale, sintetizza emblematicamente il particolare “taglio” di questa concezione massonica.

Il Supremo Consiglio d’Italia e San Marino – fondato, secondo i canoni rituali dello Scozzesismo, da Liberi Muratori, membri effettivi di Supremo Consiglio, con alle spalle esperienze massoniche pluridecennali, vissute in posizione di vertice nell’ambito della Istituzione – ha come Sovrano Gran Commendatore il Ven:.mo e Pot:.mo Fr:. Renzo Canova 33° che, nella sua quarantennale attività latomistica, ha svolto un ruolo primario nella Massoneria Italiana, ricoprendo per vari anni i supremi vertici istituzionali sia nazionali che internazionali.

La Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato segue e percorre l’ininterrotto, universale flusso di quel Pensiero che riporta al Rosacrucianesimo, alla Qabbalah, al Neoplatonismo, al Templarismo, alla Alchimia araba, all’Ermetismo, al Pitagorismo, ai Culti misterici egizi e sumerici, insomma, al naturale filone di pensiero che l’uomo, fin dai primordi, ha cercato di sviluppare nel tentativo di dare risposte ai fondamentali quesiti esistenziali.

Essa persegue la riscoperta dei princìpi universali dell’Essere, attraverso la ricerca interiore. Ispirandosi allo spirito della eticità socratica, coltiva le Virtù (che stanno alla base delle diverse morali), al fine di sollecitare il progresso di una Società che, abbattendo ignoranza e pregiudizi, possa svilupparsi secondo i principi di Libertà, Uguaglianza, Fratellanza, sempre nel pieno rispetto – oltre che delle Istituzioni Ufficiali – di Fedi, Culture, Etnie e Razze, osservando la Tolleranza, e vietando ai suoi adepti di discutere di politica e di religione durante le riunioni.

Non è, in definitiva, una società corporativistica, o culturale, o religiosa, o un club, ma un’associazione di uomini che, al di là di fedi e culture, seguono e tramandano l’impegno della ricerca di sé, col fine di Conoscere e perfezionare l’Uomo e, di riflesso, l’Umanità.

Usando le parole del Sovrano Gran Commendatore, si può affermare che la Massoneria di Rito Scozzese Antico ed Accettato, essenzialmente umanistica e progressiva, ha per oggetto la ricerca della Verità, lo studio della Morale e la pratica della Solidarietà e, per principio, la Libertà assoluta di coscienza ed il rifiuto di ogni affermazione dogmatica.

In un mondo in cui i Valori della persona umana, sono spinti alla sommersione dalle forze micidiali che l’uomo stesso scatena contro di sé e dentro di sé, la Massoneria rinnova il richiamo di ritornare agli Antichi Valori dell’uomo. Attraverso il miglioramento dell’individuo, Essa opera per la “costruzione” della nuova Società umana, intesa come unità spirituale e morale di uomini di tutte le estrazioni civili, culturali, religiose, nella condivisione di un Umanesimo che significa gioia, rispetto della persona e della natura, solidarietà, accettazione dell’altro, amore verso l’essere umano sparso su tutta la superficie della terra.